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I Limiti Della Scultura Discorso Inaugurale Letto Nella R

 
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praremo


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MessagePosté le: Sam 1 Juil 2017 - 15:59    Sujet du message: I Limiti Della Scultura Discorso Inaugurale Letto Nella R Répondre en citant


I Limiti della Scultura: Discorso Inaugurale Letto nella Regia Università di Napoli IL 16 Novembre 1877 (Classic Reprint) (Italian Edition)
by Giulio de Petra



->>>DOWNLOAD BOOK I Limiti della Scultura: Discorso Inaugurale Letto nella Regia Università di Napoli IL 16 Novembre 1877 (Classic Reprint) (Italian Edition)


Excerpt from I Limiti della Scultura: Discorso Inaugurale Letto nella Regia Università di Napoli IL 16 Novembre 1877

Di questo risveglio, che avviene sotto i nostri occhi, possiamo facilmente renderci conto. Gli Dei del vecchio Olimpo eran morti per noi, ed erano con miglior ragione sfatati i Genii, le figure allegoriche, le personificazioni: cosi era scomparso l'unico cam po, nel quale convenientemente si potevano riprodurre le divine bellezze create dallo scalpello greco; e se anche ci fosse stato un altro campo di sentimenti e d' idee rispondenti a quelle forme, gli artisti sdegnavano di/restarsene a imitare e rifare. I ritratti, ed i ricordi, che la pietà o la vanità dei sopravvissuti dedica ai morti, non bastavano alla loro attività, ed i pubblici monumenti, che si ordinavano, eran sempre pochini: Intanto la pittura s' avea dischiuso orizzonti nuovi, cercando 1' ispiraz10ne pella società, in mezzo a cui vlve, e appropriandosene i bisogni, le tendenze, il 'gusto. Infatti, essa alimenta la nostra curiosità e bramosia di sa pere con i soggetti storici, le leggende i costumi del mondo an tico e dei popoli barbari o lontani; al sentimento cristiano dai tipi e gl' ideali cristiani rinnovati; ritrae la natura attraverso le impressioni individuali; ci ricorda quello che noi siamo e faccia mo in tutti i momenti della vita e' in ogni condizione sociale; sod 5 disfa in mille modi la nostra sensibilità sovreccitata, il bisogno di emomoni forti, il desiderio del bello. E la scultura guardando questo campo cosi ricco, si senti pungere d'una segreta invidia, e disse a se medesima: perchè non mi metterei nella stessa via, e non farei in marmo ciò che la pittura ritrae sulla tela? E lo ha tentato.

Si è a preferenza appigliata alle scene della vita quotidiana, che facili a intendersi da tutti, assicurano fra l'artista e il pubblico una Viva corrente di simpatie, e diventano facilmente popolari. An che Ia scultura greca accolse tali soggetti Polycleto fece i giocatori agli astragali, Lycio il giovane che soffia sui carboni semispenti, Styp pas quello che abbrucia le interiora della vittima; e tra i monumenti ricordo il discobolo di Myrone, il distrigilatore di Lysippo, il bronzo Capitolino del fanciullo che si cava la spina dal piede. In queste situazioni i Greci non vedevano che il corpo nudo, che doveva esprimere in un tipo di bellezza o la vita, o la verità d'una mo venza difficile. Ma i'nostri artisti presero la maniera più realisti ca, e affrontarono cosi le gravi difficoltà del vestire moderno, che stretto intorno alle membra, Senza lasciare ad esse evidenza e li bertà, era' sempre parso poco o punto scultorio. Superarono assai volte tale ostacolo, o facendo trasparire col movimento del corpo anche i contorni, o dando alla veste il valore di una forma che sta per se. Perfezionarono anche la tecnica di lavorare il marmo, arri vando ad esprimere in questo i vari generi di stoffa e gli ornamenti muliebri. Ma il senso del vero o si arresta al solo esteriore, o non va più in là di certi momenti della vita insulsi e scipiti; e se do mandiamo la verità del sentimento, ci danno una grazia svenevo le, affettata, voluttuosa; e se in compenso del sentimento, che non cape in quelle situazioni, domandiamo la vita fisica, l'anima che scalda il marmo, troviamo la facile levigatezza della pelle, non il marmo diventato carne e muscoli; e tra inumerosi lavori di tal genere esposti a Napoli, non ci è che il Belliazzi per darci la vita che palpita nel Riposo del pastore.

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I Limiti della Scultura: Discorso Inaugurale Letto nella Regia Università di Napoli IL 16 Novembre 1877 (Classic Reprint) (Italian Edition) Giulio de Petra
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